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I
personaggi
storici
de "La Sesia"
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Gildo
Gallardi
La
penna esplosiva di Gildo Gallardi
Combattivo,
indipendente, autorevole. Coraggioso anche. Ermenegildo Gallardi dal 1892
al 1931 dirige La Sesia. Le sue origini sono umili, e a chi
gliele rinfacciava Gallardi opponeva sempre il vanto della sua onorata
blusa da operaio. Liberale progressista, si fa apprezzare per la sua bontà
(per esempio impegnandosi a favore degli ex carcerati), il gusto dellinvettiva
e la stoffa del polemista. Un Montanelli di fine 800,
paladino del libero giornalismo e del suo ruolo di denuncia del malaffare.
Proprio a lui è legata una delle pagine più belle nella
storia della Sesia.
E' il 31 luglio 1923. Gallardi, dalla prima pagina del giornale, sfida
a un comizio pubblico un importante gerarca fascista.
«... Io ho fiancheggiato il movimento fascista del Vercellese quando
era ancora unesigua e coraggiosa minoranza... mi sono appartato
da esso quando gli si avvicinarono i pescicani, gli imboscati, gli arrivisti,
gli ambiziosi, i plutocrati, i falcioniani, i contumaci dellora
del dovere...».
Poi Gallardi entra in diretta polemica con il suo avversario, Amedeo Belloni.
«Crede di domare il sottoscritto mettendolo in guardia contro i
manganelli... potete far venire a Vercelli due, tre, diecimila squadristi,
dalla provincia e fuori... Ed io non tacerò. Venga adunque il manganello,
lolio di ricino non è più di moda. Ma badate: bisogna
picchiare sodo: perché la testa è dura e perché se
mi lasciate un filo di fiato me ne servirò ancora... Propongo al
cavalier Belloni una equa soluzione della nostra vertenza. Facciamo un
bel comizio pubblico in piazza, col patto civile della libertà
di parola. Il pubblico non mancherà. Vuole? O preferisce il manganello
che crede più persuasivo?».
La sera di quello stesso giorno, in una piazza Cavour gremita di vercellesi,
camicie nere cittadine e fascisti provenienti da Novara, si svolse il
comizio. Gallardi aveva già vinto per il solo coraggio di averlo
proposto.
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