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RACCONTI DI NATALE

LA STORIA DI BABBO NATALE
Era una fredda notte d'inverno, fra gli anni 243 e 366 dopo Cristo, quando nell'antica Roma imperiale, amici e parenti si scambiarono le prime "stranae" per festeggiare il "dies natalis". Agli auguri di buona salute, si accompagnarono presto ricchi cesti di frutta e dolciumi, e poi doni di ogni tipo, perché la nascita di Gesù e, insieme, l'anniversario dell'ascesa al trono dell'Imperatore, divenissero il simbolo di una prosperità che avrebbe dovuto protrarsi per l'intero anno. Passarono i secoli ed un bel giorno del 1800, un forte vecchio rubicondo dalla barba bianca fu visto al Polo Nord mentre costruiva, aiutato da numerosi gnomi, dei giocattoli da distribuire come doni durante la notte di Natale, con l'aiuto di una slitta trainata da renne volanti e passando attraverso i camini delle case!!

(tratto da www.babyonweb.com/natale/storia.html)


LA STORIA DEL PRESEPE
La parola "presepe" significa letteralmente "mangiatoia" e per antonomasia indica la mangiatoia, la greppia, nella quale, come è raccontato nel Vangelo di Luca, fu collocato il Bambino Gesù alla sua nascita, non avendo la santa coppia di Maria e Giuseppe trovato alloggio nella locanda. In alcuni scritti, si parla di una grotta nella quale era collocata la stalla e si riscontra la presenza del bue e dell'asino che con il loro alito riscaldano l'umile culla. Tra l'annunzio ai pastori da parte di un angelo (la parola "angelo" in greco significa "messaggero"), con la decisione di questi di recarsi a Bethlehem, e l'adorazione del fanciullo passa del tempo, essendovi una certa distanza tra il luogo della nascita e il punto in cui i pastori avevano il loro bivacco.I re Magi giunsero dall'Oriente molto tempo dopo seguendo la famosa stella.

C'è una curiosità, che la parola Magi è usata generalmente al plurale: il singolare sarebbe "Mago", ma, per evitare ambiguità, si dice anche "Magio". Si trattava di sapienti, il cui potere era al limite tra quello regale e quello sacerdotale. Il Vangelo non parla del loro numero, che la tradizione ha fissato a tre, in base ai loro doni, oro, incenso, mirra, cui è stato poi assegnato un significato simbolico. E' in base a questi elementi, che gli artisti cristiani hanno rappresentato nelle loro opere la nascita di Gesù tra Maria e Giuseppe nella mangiatoia, dietro la quale spuntano le teste del bue e dell'asinello, davanti ad essa i pastori avanzano in atteggiamento di adorazione e i re Magi si uniscono a loro presentando i doni. La divina nascita fu ben presto rappresentata dagli artisti cristiani, i quali, riproducono sia la natività tra il bue e l'asino, con l'adorazione dei pastori, sia la venuta dei Magi venuti dall'Oriente. Il presepio come lo vediamo realizzare ancor oggi ha origine, secondo la tradizione, dal desiderio di San Francesco di far rivivere in uno scenario naturale la nascita di Betlemme, con personaggi reali, pastori, contadini, frati e nobili, tutti coinvolti nella rievocazione che ebbe luogo a Greccio la notte di Natale del 1223. Primo esempio di presepe inanimato, a noi pervenuto, è invece quello che Arnolfo di Cambio scolpirà nel legno nel 1280 e del quale oggi si conservano le statue residue nella cripta della Cappella Sistina di S. Maria Maggiore in Roma.

Le più antiche figure da presepe risalgono al Quattrocento, a Napoli e raffigurano accanto ai consueti personaggi sacri, anche profeti e maghe, che la tradizione collegava insieme. Una tappa fondamentale nella costituzione del presepe popolare è costituita all'inizio del Cinquecento dal presepe del Duomo di Matera, dove si iniziò ad allargare la rappresentazione mediante personaggi che appartenevano sia al mondo antico sia al contemporaneo,oggi una delle principali caratteristiche del presepe, che permette di far rivivere la nascita del Cristo in ogni epoca. La diffusione a livello popolare si realizza pienamente nel '800 quando ogni famiglia in occasione del Natale costruisce un presepe in casa riproducendo la Natività secondo i canoni tradizionali con materiali diversi ( statuine in gesso, terracotta o carta pesta).

(tratto da: www.babyonweb.com/natale/storia.html)


La leggenda dell'abete di Natale
In un remoto villaggio di campagna, la Vigilia di Natale, un ragazzino si recò nel bosco alla ricerca di un ceppo si quercia da bruciare nel camino, come voleva la tradizione, nella notte Santa. Si attardò più del previsto e, sopraggiunta l'oscurità, non seppe ritrovare la strada per tornare a casa. Per giunta incominciò a cadere una fitta nevicata.

Il ragazzo si sentì assalire dall'angoscia e pensò a come, nei mesi precedenti, aveva atteso quel Natale, che forse non avrebbe potuto festeggiare.

Nel bosco, ormai spoglio di foglie, vide un albero ancora verdeggiante e si riparò dalla neve sotto di esso: era un abete. Sopraggiunta una grande stanchezza, il piccolo si addormentò raggomitolandosi ai piedi del tronco e l'albero, intenerito, abbassò i suoi rami fino a far loro toccare il suolo in modo da formare come una capanna che proteggesse dalla neve e dal freddo il bambino.

La mattina si svegliò, sentì in lontananza le voci degli abitanti del villaggio che si erano messi alla sua ricerca e, uscito dal suo ricovero, poté con grande gioia riabbracciare i suoi compaesani.Solo allora tutti si accorsero del meraviglioso spettacolo che si presentava davanti ai loro occhi: la neve caduta nella notte, posandosi sui rami frondosi, che la piana aveva piegato fino a terra. Aveva formato dei festoni, delle decorazioni e dei cristalli che, alla luce del sole che stava sorgendo, sembravano luci sfavillanti, di uno splendore incomparabile.

In ricordo di quel fatto, l'abete venne adottato a simbolo del Natale e da allora in tutte le case viene addobbato ed illuminato, quasi per riprodurre lo spettacolo che gli abitanti del piccolo villaggio videro in quel lontano giorno.
Da quello stesso giorno gli abeti nelle foreste hanno mantenuto, inoltre, la caratteristica di avere i rami pendenti verso terra.


(tratto da http://digilander.libero.it/natalemagico/Abete natale.htm)



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