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I
PREMI DELLA BONTA' 2002
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La
Sesia - Premi di Bontà 2002 LVI Edizione
I
Premi della Bontà furono istituiti dal giornale La Sesia - da 131
anni organo bisettimanale di informazione della città di Vercelli
e della sua provincia - subito dopo la guerra, nel 1946: quella che è
stata celebrata domenica 8 dicembre 2002, alle ore 15, al Teatro Civico
di Vercelli, è stata dunque la 56ª edizione della manifestazione.
Dalla prima edizione, che vedeva un solo Premio intitolato a Piero Gallardi,
già direttore emerito del giornale La Sesia, si è giunti
oggi a venti Premi: tutti sono intitolati a persone, ora scomparse, che
in vita hanno onorato Vercelli e la sua provincia.
Ogni Premio è costituito da un Diploma in pergamena, sul quale
è riportato il nome del premiato: il Diploma è firmato dal
Prefetto di Vercelli.
Ogni Premio è accompagnato da una dotazione finanziaria - sottoscritta
dagli Enti o Famiglie che sostengono la manifestazione - attualmente di
1100 euro.
Nell'edizione 2002 sono stati distribuiti 22 mila euro (i Premi erano
20). Nelle ultime tredici edizioni la cifra distribuita è stata
di 466 milioni di lire.
Tuttavia l'aspetto finanziario, che La Sesia ha sempre mantenuto entro
limiti volutamente modesti, è quello meno importante: il significato
morale attribuito ai Premi è infatti di gran lunga prevalente e
sta tutto nell'intenzione di proporre, almeno una volta all'anno, al largo
pubblico, esempi di persone o istituzioni che operano a favore del prossimo,
con abnegazione, disinteresse, spesso con eroismo e, in ogni modo, con
altissimo senso civico. Esempi di attività e opere che normalmente
si svolgono, per loro stessa natura, al di fuori dei clamori della cronaca:
perché chi fa del bene è interessato "a fare del bene"
e non "a farlo sapere".
Ora, poiché i riflettori dei media sono normalmente puntati sugli
aspetti meno edificanti della nostra vita associativa, ecco che ricordare
e ricordarci che fra noi vi sono persone (molte più di quanto non
si creda) capaci di donarsi disinteressatamente può essere utile
a riconciliarci con noi stessi.
La procedura di assegnazione dei Premi della Bontà è estremamente
semplice: ogni lettore de La Sesia, ogni cittadino di Vercelli e della
sua provincia, come peraltro le Istituzioni, possono proporre le candidature
di terze persone, illustrando i motivi della loro proposta.
La proposta, adeguatamente vagliata dalla redazione de La Sesia, viene
portata all'esame di una Commissione (definita dalla popolazione "Tribunale
della Bontà") presieduta dal Prefettopro-tempore di Vercelli
e composta dal Sindaco di Vercelli, dall'Arcivescovo di Vercelli, da rappresentanti
degli Enti e Famiglie che sostengono i Premi, oltre che da rappresentanti
de La Sesia.
La Commissione, normalmente nell'ambito di due giornate di lavoro, attribuisce
i Premi fra le segnalazioni pervenute. Dopodiché La Sesia ne dà
informazione alla Città immediatamente prima che si svolga la cerimonia
di premiazione, al Teatro Civico.
La cerimonia - i Premi sono consegnati dalle massime autorità cittadine
e provinciali oltre che dai rappresentanti di Enti e Famiglie - è
seguita da numerosi cittadini e da giornali e tv regionali e nazionali.
I
vincitori dell'edizione 2002
XXVI
Premio di Bontà Ermanno e Rita Restano - 1100 euro -
MASSIMILIANO PEZZAGA, Vercelli
Mercoledì
15 agosto 2001, di ritorno in auto con la fidanzata Elisa Musana da un
pic-nic a San Nazzaro Sesia, dove da Vercelli si erano recati con alcuni
amici, scegliendo una località vicina alla città proprio
per evitare il pericoloso traffico di Ferragosto, Davide Merlo, 32 anni,
ha un incidente stradale nei pressi di Villata.
Dallo scontro frontale l'auto esce con danni gravissimi e con un principio
di incendio.
Massimiliano Pezzaga, 25 anni, amico di Davide, che seguiva su un altro
automezzo, senza curarsi del pericolo che correva, si è avvicinato
all'auto dell'amico, è riuscito a estrarlo dalle lamiere contorte
e a chiamare i soccorsi, prodigandosi e aiutando l'équipe dell'elisoccorso,
con ciò salvandogli la vita.
Per le ferite riportate Davide, che ebbe un arresto cardiaco, rimediò
una prognosi di 6 mesi e ancora oggi porta i segni dell'incidente subito.
Max (così lo chiamano gli amici), che ha rischiato di venir coinvolto
dalla possibile esplosione del serbatoio dell'auto, ai familiari di Davide
che gli testimoniavano la loro gratitudine ha risposto, con semplicità,
che non riteneva di aver compiuto alcunché di eccezionale, perché
“chiunque l'avrebbe fatto”. Purtroppo, non è così,
lo sappiamo. Massimiliano non ha tirato diritto né si è
fermato a curiosare come fanno tanti, ma ha agito, rischiando la propria
per la vita di un altro.
XX
Premio di Bontà Avv. Gino Rosso - 1100 euro -
PAOLO FOGLIA (alla memoria), Bresso (MI)
Aveva
35 anni, è annegato nelle acque del Ticino dopo aver salvato tre
persone. La tragedia è avvenuta a Ferragosto del 2002, vicino al
ponte imbarchi di Bereguardo, in provincia di Pavia. Paolo si era lanciato
in acqua per soccorrere un bambino albanese di 10 anni e altre due persone,
il padre del bimbo e una donna di Lachiarella (MI), che a loro volta si
erano già immerse nel Ticino per salvare il piccolo, ma stavano
per annegare anche loro. Dopo essere riuscito a portarli tutti e tre a
riva, mentre cercava, stremato, di uscire dall'acqua, Paolo Foglia era
stato risucchiato dalla forte corrente del fiume, trovando la morte. Ad
episodi simili, così luminosi, dove lo slancio generoso per salvare
una vita non ha conosciuto confini, non serve aggiungere considerazioni
e commenti.
La comunità vercellese si stringe forte alla famiglia Foglia, a
papà Romeo e mamma Bruna, a Francesca Palvarini, la compagna con
la quale Paolo aveva progettato il proprio futuro e che ha dovuto vederlo
scomparire inghiottito dalle acque del fiume: in uno con il presidente
della Repubblica Italiana Ciampi, che alla memoria di Paolo ha conferito
la Medaglia d'Oro al Valor Civile; con il presidente della Repubblica
Albanese Alfred Moisiu, che a nome del suo paese ha compiuto l'analogo
gesto; con la comunità di Bresso, che a Paolo Foglia ha reso omaggio
intitolandogli la piscina comunale e conferendogli la «Castela d'Oro»,
il più alto riconoscimento del Comune milanese.
XVIII
Premio di Bontà Dott. Siro Nai - 1100 euro -
CELESTINO SALA, GABRIELE SALA, Vercelli
Il
17 giugno 2002 Celestino Sala e il figlio Gabriele hanno salvato la vita
alla signora Maddalena Canova che, colpita da ictus, giaceva a terra nel
suo alloggio, dove vive sola, dal giorno prima.
Messi in allarme dal giardiniere che non riceveva nessuna risposta alle
ripetute scampanellate, Celestino e Gabriele Sala con una scala entravano
nel giardino e poi, uditi attraverso una finestra i flebili lamenti della
donna che invocava aiuto da ormai venti ore, sfondavano una tapparella
e soccorrevano appena in tempo l'anziana signora.
Dopo
l'intervento del 118 Maddalena Canova veniva ricoverata in ospedale e,
dopo tre mesi di degenza, era restituita alla sua casa in buone condizioni
di salute.
L'esperienza a suo tempo acquisita durante il servizio militare da Celestino
Sala come Vigile del Fuoco ausiliario (nel 1963 fece anche parte delle
squadre vercellesi che accorsero e lavorarono a lungo nella zona della
tragedia del Vajont), unita allo slancio sincero del figlio per aiutare
una persona nel momento del bisogno hanno così consentito di salvare
una vita umana.
XVII
Premio di Bontà Giorgio e Iole Guyot - 1100 euro -
SUOR TERESA CATTANEO, Congregazione delle Suore della Carità, Vercelli
Suor
Teresa è conosciuta come la Suora del Carcere e si potrebbe dire
che «ha già scontato l'ergastolo», essendo una presenza
costante e infaticabile fin da quando le prigioni erano nel vecchio castello
del Beato Amedeo.
Pioggia o vento, giorni di festa, la sua Panda bianca è posteggiata
già al mattino presto davanti al carcere.
In tanti anni ha potuto avvicinare moltissimi detenuti: il suo modo di
fare è diretto e deciso, ma lascia ampio spazio anche a una grande
sensibilità, propria di chi sa dispensare carezze ma anche rimproveri
quando è necessario.
Insomma, Suor Teresa Cattaneo è la persona più giusta per
quel luogo difficile.
XII Premio di Bontà Giulio Restano e Pierina Restano Avalli - 1100
euro -
FIORELLA REGIS, Moncrivello
Nativa
di Moncrivello, sposata Pavetto e madre di uno studente universitario,
Fiorella è catechista della sua Parrocchia e presidente della Federazione
Vercellese Ex Allieve delle Figlie di Maria Ausiliatrice, con sede a Vercelli
ma formata da 24 Unioni locali situate in Valsesia, Biellese, Canavese
e Valle d'Aosta.
Animata di convinzione e coraggio, è capace di “progettare”
con competenza e responsabilità, sorretta dalla tensione tipica
delle persone che credono fortemente nel valore della fratellanza, nella
promozione della dignità della persona, nell'impegno per la solidarietà.
E' una persona che agisce senza tornaconto, capace di autentiche imprese
a favore delle Missioni. Ha tra l'altro inventato la «Settimana
della Gioia», giunta ormai alla sua quinta edizione: l'iniziativa
consiste in una settimana in montagna offerta ai bambini che non potrebbero
permettersi questo svago, coinvolgendo animatori, aiutanti, cuoche, benefattori.
Un progetto che Fiorella sogna di realizzare anche nel periodo scolastico
per sopperire alle necessità dei bambini di famiglie in difficoltà.
XII
Premio di Bontà Erminia Restano e Leopoldo Candeli - 1100 euro
-
DON GIULIANO REBOULAZ, Champorcher (AO)
Don
Giuliano Reboulaz, parroco di Champorcher, ha salvato due donne che rischiavano
di morire nell'incendio della loro casa.
Lunedì 30 settembre 2002, alle 6,45, le fiamme sono divampate improvvisamente
nella casa di Felice Vallainc, ex campione di sci, che con la moglie era
assente perché avevano accompagnato la figlia Viviana a una gara
sciistica. Nell'alloggio dormivano l'altra figlia Valeria e la nonna.
Alla vista delle fiamme che uscivano dal tetto della casa, che sorge a
due passi dalla chiesa, don Giuliano si è precipitato nell'alloggio
riuscendo a trascinare all'esterno le due donne, già intontite
dal fumo che aveva avvolto ogni cosa. L'allarme, dato con immediatezza,
ha consentito di circoscrivere l'incendio, divampato in centro paese,
anche se due case sono state distrutte, quella della famiglia Vallainc
e quella del vicino, una terza casa è stata danneggiata, l'automobile
di Viviana e le cataste di legname fuori dallo chalet bruciate.
Sono quasi 300 le firme di cittadini di Champorcher, ma anche villeggianti
di Vercelli, Biella, Aosta, Chivassese, Canavese, Milano e Lombardia che
hanno accompagnato la segnalazione del nome di don Giuliano.
Una dimostrazione di stima e affetto che va ben oltre l'episodio dell'incendio
e che testimonia l'apprezzamento della popolazione per l'opera di dedizione
costante che il parroco di Champorcher, con umile riservatezza, regala
alla sua gente.
XXXIV
Premio di Bontà Dott. Giulio Sambonet - 1100 euro -
CARLO MACCO, Vercelli
Carlo
Macco è un uomo semplice la cui vita è trascorsa fra pochi
affetti, un lavoro saltuario come artigiano tuttofare e qualche bicchiere
di vino per sentirsi meno solo. A lui si è rivolto il Servizio
Sociale del Comune per sistemare in fretta e a basso costo un piccolo
alloggio popolare che doveva ospitare una donna rimasta senza casa e senza
mezzi. Al momento di pagargli il dovuto la sua risposta, in dialetto,
è stata: “Io sono povero, so che il lavoro l'ho fatto per
una persona povera come me e quindi non posso prendere soldi”. Se
è difficile definire la bontà, in quel momento ha avuto
un nome: il nome di una persona semplice, ma in possesso di una ricchezza
rara che, ha ragione lui, non ha prezzo.
X
Premio di Bontà Donata Delpiano - 1100 euro -
CLAUDIO BOCCHINO, Biella
Secondogenito
di Giovanni (guardia carceraria in pensione) e di Giuseppina (dipendente
alla Casa di Riposo «Belletti Bona»), Claudio Bocchino ha
24 anni e altri quattro fratelli, tutti maschi. Appassionato di marcia
a piedi, è volontario dell'Avis.
Aveva sentito della possibilità di donare il midollo osseo e aveva
dato la propria disponibilità. Trovata una persona compatibile,
ai primi di settembre l'hanno chiamato e lui ha confermato con gioia la
propria donazione.
E' stato operato, per il prelievo, in un ospedale di Torino a inizio ottobre.
E' rimasto immobilizzato per 10 giorni, ha subito 150 micropunture ma
rifarebbe tutto, senza esitazioni: “Certo non è stata una
passeggiata – racconta – a distanza di due settimane dal prelievo,
per muovermi, ho dovuto imbottirmi di antidolorifici. Ma quando penso
che una persona vive grazie al mio piccolo gesto i dolori li sento meno,
molto meno. E ripeterei l'operazione domani”. Volontario nella parrocchia
del quartiere, Claudio ha trovato la determinazione per questo gesto di
grande altruismo nella forza della sua fede e nella solidarietà
della sua famiglia, compresa la fidanzata Elena.
IX
Premio di Bontà Ferdinanda Rosetta Aldone - 1100 euro -
FABIO SANTO, San Carlo Canavese (TO)
Non
ha esitato a gettarsi nelle gelide acque del Po, alle 4,30 del mattino
di mercoledì 27 febbraio 2002, per salvare, riuscendoci, Fabrizio
Lai, 32 anni di Chieri, prigioniero della sua Ford Fiesta scivolata in
acqua dai Murazzi e in procinto di affondare.
Fabio, 27 anni per 120 chili, è un ragazzone biondo che di mestiere,
per pagarsi gli studi come batterista (il suo sogno e la sua grande passione,
un lavoro che un giorno spera di fare a tempo pieno), sorveglia che tutto
fili liscio fra la clientela della birreria Sharm Rock Inn di corso Vittorio
a Torino. Lavora di notte e questo è il motivo per cui quella mattina
si trovava ai Murazzi, il luogo «cult» della buona musica
torinese: finito il lavoro, era passato da “Giancarlo”, noto
locale della zona, a salutare gli amici.
A un certo punto ha udito delle grida: un'auto era finita nel fiume e,
dentro, c'era un uomo che non riusciva a liberarsi; a causa della pressione
dell'acqua non poteva aprire né portiere né i finestrini.
La Fiesta nera stava inabissandosi. Fabio si è spogliato rapidamente
e si è tuffato. Dopo poche bracciate era vicino all'auto, proprio
quando l'occupante è riuscito ad aprire parzialmente un deflettore.
Fabio si è attaccato al finestrino e puntando i piedi contro la
carrozzeria ha tirato con tutte le sue forze. Il vetro è andato
in frantumi, causandogli tagli un po' dappertutto: ma a quel punto è
riuscito a estrarre Fabrizio Lai e a tirarlo a riva, salvandolo così
da una morte certa.
Fabio Santo, originario di Torre Annunziata, abita al Poligono militare
di Tiro di S. Carlo Canavese dove il padre, Aldo, è funzionario
civile del Ministero della Difesa.
VII
Premio di Bontà Geom. Nicolò Cambria - 1100 euro -
GRUPPO VOLONTARI LAICI del CENTRO MISSIONARIO MAGENTINO, Marcallo con
Casone (MI)
L'Associazione,
che ha compiuto 30 anni dalla fondazione il 17 novembre 2002, ha sempre
lavorato in modo continuativo a favore della Diocesi di Gulu nel nord
Uganda, costruendovi una scuola di taglio e cucito per 160 ragazze, un
orfanatrofio con 80 posti, una scuola superiore per 250 ragazzi in via
di ultimazione, intervenendo a favore dell'ospedale locale o in aiuto
ai vari missionari.
Volontari del Centro hanno lavorato anche in Costa d'Avorio, Centro Africa
e Tanzania. In Italia collaborano con Caritas, Croce Bianca, Croce Azzurra,
Case di Accoglienza e Case di Riposo.
In questi anni l'Associazione ha coinvolto centinaia di Volontari, reclutandoli
su tutto il territorio nazionale. Ogni volontario sostiene di tasca propria
tutte le spese (dal viaggio aereo, alle assicurazioni, al mantenimento,
vestiario eccetera) e quasi sempre, per poter partecipare, deve usufruire
del proprio mese di ferie.
XXIX
Premio di Bontà Ten. Francesco Malinverni - 1100 euro -
PAOLO BARELLI, Vercelli
Nativo
di Santhià, laureato in medicina e chirurgia, ha 92 anni. Ha combattuto
la seconda guerra mondiale prima sul fronte occidentale come ufficiale
medico del battaglione alpino Val Dora, poi in Grecia e Albania, poi in
Corsica. Ha preso parte alla guerra di Liberazione con il rinnovato Regio
Esercito aggregato alla V Armata americana.
Distintosi durante le operazioni belliche ovunque vi sia stata sofferenza,
anche presso le popolazioni civili nemiche, il dottor Barelli, rientrato
nella sua città, è stato Aiuto chirurgo all'Ospedale S.
Andrea e, per 30 anni, aiuto e conforto ai ricoverati come medico dell'Istituto
S. Eusebio. E' spesso stato presente, come sanitario, alle azioni di solidarietà
della Protezione Civile in occasione di calamità naturali. E' un
signore d'altri tempi, che ha fatto proprio il motto dell'Associazione
Nazionale Alpini «Onorare i morti aiutando i vivi»
VI
Premio di Bontà Francesco (Ceciu) Greppi - 1100 euro -
CENTRO AIUTO alla VITA, Vercelli
E'
un'associazione di volontariato, con sede in via Gioberti 49 a Vercelli,
attiva nella nostra città da parecchi anni. Ha come scopo - nel
rispetto più profondo del concetto che la vita deve essere vissuta
in ogni suo momento, a partire dal concepimento - di aiutare e tutelare,
umanamente e materialmente (con la distribuzione gratuita di generi di
assistenza specifici e di prima necessità), le ragazze e le donne
in difficoltà che stanno affrontando il periodo della gravidanza
oppure che, già madri, per condizioni familiari o personali vivono
un'esistenza tribolata per sé e per i loro figli.
V
Premio di Bontà Gen. Cesare Scheda - 1100 euro -
LUIGI PAVESE, Crescentino
Luigi
Pavese, 63 anni, da tempo ammalato ai reni, tuttora effettua la dialisi
tre volte la settimana all'Ospedale di Vercelli. E' in attesa di trapianto.
Nonostante la malattia decide di diventare Volontario del soccorso della
Croce Rossa Italiana e nel 2000 consegue l'abilitazione di centralinista.
Nell'aprile 2002 subisce l'impianto di una valvola al cuore, ma due mesi
dopo è al suo posto al centralino CRI di Crescentino. Ormai punto
di riferimento per i Volontari, è divenuto rapidamente un grande
amico dei giovani del gruppo Pionieri che lo chiamano affettuosamente
“Nonno Luigi”. E' una persona che nel silenzio, nell'umiltà
e nella discrezione compie un lavoro straordinario per il suo prossimo.
V Premio di
Bontà Padre Dario e Madre Eusebia - 1100 euro -
FEDERICO DALERA, Alessandria
Federico
Dalera ha 24 anni e fa il barista. Il 29 giugno scorso, mentre si trovava
sotto casa in piazza d'Azeglio, la sua attenzione era stata attirata dal
trambusto causato da una rapina, appena messa a segno in una tabaccheria.
Federico, istintivamente, si è messo all'inseguimento dei rapinatori
ma uno di questi aveva reagito ferendolo con due coltellate, così
gravemente che il giovane era stato salvato solo grazie al rapidissimo
intervento del 118, restando comunque a lungo in fin di vita. Dopo quell'episodio
e per via anche delle numerose trasfusioni di sangue subite, Federico,
divenuto egli stesso donatore, è oggi una sorta di beniamino e
nel contempo testimonial della sezione Avis alessandrina.
Questo giovane, che ha rischiato la vita dimostrando notevole coraggio
e un senso civico non comune, con il suo gesto ci conferma che nelle nuove
generazioni possiamo riporre speranza e fiducia.
III
Premio di Bontà Elena Reale - 1100 euro -
MORENA BERTUOL, Ronsecco
Studentessa
di Ingegneria Civile al Politecnico, 25 anni, Morena si dedica al volontariato
per i ragazzi in difficoltà. Da anni opera alla Sezione Giovani
Oftal di Vercelli. E' il caso di sottolineare che la segnalazione perché
a Morena fosse assegnato un Premio di Bontà è partita, in
primis, da una letterina di Stefania Longhi, una ragazza di 17 anni di
Asigliano, portatrice di handicap, che l'ha conosciuta quattro anni fa,
al Centro Estivo: “Siamo diventate amiche del cuore – scrive
Stefania – e ci vediamo spesso. Mi accompagna in pizzeria, alle
riunioni dell'Oftal, in campeggio, a Lourdes e in tanti altri posti senza
doverglielo chiedere. Lo fa perché è una grande amica che
ha un cuore grande così”.
V
Premio di Bontà Piera Vaccino nata Veglia - 1100 euro -
ALUNNI, GENITORI e DOCENTI, Scuola Elementare, San Germano Vercellese
Hanno
frequentato e frequentano, in questi anni, le Scuole Elementari di San
Germano numerosi alunni extracomunitari di famiglie insediatesi sul territorio,
la cui presenza nelle classi propone spesso disagi e difficoltà
che non sempre la scuola è in grado di risolvere.
Spontaneamente, genitori, docenti e alunni hanno organizzato una lunga
serie di interventi per favorire e sostenere l'inserimento e l'integrazione
di questi alunni provenienti da altri paesi: si acquistano libri, si facilita
la partecipazione a ogni iniziativa, si tratti di gite o viaggi di istruzione,
si agevolano i rapporti con la Croce Rossa per la raccolta di alimenti,
si provvede alle cure mediche necessarie, si media il rapporto con le
istituzioni per risolvere i problemi di natura linguistica.
Se i ragazzi passano alla Scuola Media, le maestre continuano ad aiutarli
e a sostenerne lo studio con corsi di alfabetizzazione e per l'esecuzione
dei compiti.
Emblematico il caso di un ragazzo marocchino che, avendo compiuto l'età
per l'obbligo scolastico, doveva passare alla formazione professionale:
è stato iscritto al Don Bosco di Vercelli e aiutato in tutto ciò
che era necessario (iscrizione, trasporto, controllo frequenza, rapporti
con i docenti).
Nella Scuole Elementare di San Germano si riscontrano sinergia di intenti,
di collaborazioni, di condivisioni intorno agli alunni in difficoltà.
Ma non c'è solo l'accettazione dello straniero e il rispetto della
sua cultura: c'è, molto viva e presente, anche la bontà
di molte persone.
V
Premio di Bontà Francesco (Cecco) Leale - 1100 euro -
CENTRO ASCOLTO, Vercelli
Il
Centro Ascolto, che ha sede in via Foa 2 presso la Caritas di Vercelli,
è composto da 10 volontari, tutte donne e funziona dal 1995.
Le volontarie sono presenti 4 giorni alla settimana e nel 2001 hanno ascoltato
1397 persone di varie nazionalità aiutandole a risolvere problemi
prevalentemente inerenti il lavoro, la casa, il pagamento ticket, materiale
scolastico e altre necessità di sopravvivenza.
Utile come osservatorio delle povertà sul territorio vercellese,
è disponibile anche all'ascolto dei giovani e delle problematiche
che investono il loro difficile rapporto con le famiglie.
IV
Premio di Bontà Mariagrazia Sarasso - 1100 euro -
VIGILI del FUOCO VOLONTARI, Trino Vercellese
Fulvio
Beccaria aveva da qualche anno avviato la sua attività di ottico.
L'alluvione del 2000 gli distrusse gli strumenti del lavoro, gli arredi,
il materiale contenuto nel negozio, creando grossi problemi all'immobile.
Dalle prime ore dell'emergenza e per settimane Fulvio si mise a disposizione
dei cittadini e, ai familiari che gli chiedevano quando sarebbe ritornato
a casa, rispose: “Abbiamo perso tutto, ma siamo giovani e avremo
la forza di ricominciare. Adesso dobbiamo aiutare la gente a riavere almeno
la casa di nuovo agibile, per ritornarci a vivere. Quanto è successo
ha segnato in modo lacerante soprattutto le tante persone anziane, che
ci accolgono benedicendoci, il mio posto è tra loro”.
Insieme a Fulvio Beccaria anche Paolo Barale, Roberto Bergamini, Andrea
Boscolo (Capo Distaccamento), Roberto Boscolo, Marco Caturan, Stefano
Cosentino, Daniele Durzu, Gian Luca Fabrizio, Davide Girardi, Patrizio
Nicolosi, Maurizio Minchilli, Andrea Molinari, Marco Mosso, Paola Mussino,
Massimo Picco, Marco Raimondi, Giorgio Raiteri, Marco Ravasenga, Luigi
Reale, Marco Sala, Gian Luca Torchio e Mattia Tricerri nell'ottobre 2000
lasciarono le loro case e le famiglie per mettersi al servizio delle necessita
degli alluvionati.
Ma se quella fu una generosa e disinteressata disponibilità, quasi
istintiva perché dovuta a un evento di portata eccezionale, l'opera
dei Vigili del Fuoco volontari di Trino è proseguita e prosegue
con costanza tuttora, giorno e notte, per la popolazione della zona: quando
c'è stato o ci sia ancora bisogno di loro, loro ci sono. Pronti.
V
Premio di Bontà Giuseppe Fasciola - 1100 euro -
ROBERTO COGLIATI (alla memoria), Ciriè (TO)
Ha
donato la propria vita per salvare quella di alcuni bambini che stavano
per annegare.
Sabato 29 giugno 2002 la comitiva composta dai giovanissimi atleti della
«Time Out Uisp Karate» di Ciriè, che si era recata
a Massignano, in provincia di Ascoli Piceno, per un gemellaggio con una
Polisportiva della zona, decide di effettuare un bagno sulla spiaggia
libera del litorale di Cupra Marittima, nonostante il vento forte e il
mare mosso. I piccoli atleti e i loro accompagnatori erano sul bagnasciuga
quando un'onda ha trascinato in acqua una donna e cinque bambini.
Roberto Cogliati, che faceva parte della comitiva insieme alla convivente
Immacolata Bevilacqua e al figlioletto di questa, si è gettato
ed è riuscito a raggiungere, insieme a una coppia di amici –
Lorena Francone e Alesandro Soderis - i cinque bambini che annaspavano
fra le onde e a portarli in salvo. La donna era salvata da un carabiniere,
l'appuntato Giovanni Di Mitri, che si trovava di pattuglia sul litorale
e aveva visto il gruppo di ciriacesi in difficoltà.
Quando Di Mitri si è accorto che, a sua volta, Roberto Cogliati
era in difficoltà e veniva trascinato al largo dalla risacca ha
cercato, purtroppo invano, di portargli aiuto. Il corpo di Roberto Cogliati
è stato ripescato due ore più tardi dai sommozzatori della
Guardia Costiera.
Roberto Cogliati aveva 44 anni, era originario di Coassolo e da due anni
viveva a Ciriè. Dopo aver fatto a lungo l'autotrasportatore, era
negli ultimi tempi particolarmente soddisfatto per aver trovato impiego
come saldatore in una ditta della zona, cosa che gli consentiva di poter
pensare a formarsi una famiglia.
LVI
Premio di Bontà Piero Gallardi - 1100 euro -
ASSOCIAZIONE EX CIUDIN, Vercelli
Voluto
dal Re Vittorio Amedeo II (al fine di “sbandire la mendicità
dal Piemonte”) l'ospizio apre a Vercelli solennemente il 19 gennaio
1719: è diretto dai Gesuiti, ospita “19 letti per maschi
e 24 per le femmine”. E' un ricovero per persone anziane o disabili.
Dal 1723 inizia a tenere ragazzi e ragazze poi, via via, la componente
anziana scompare. Quindi, nel 1854, la svolta: l'ospizio ha lo scopo di
ricoverare, alimentare ed educare “poveri fanciulli d'ambo i sessi,
cattolici”.
Assolverà a tale compito fino al 1980 quando, per gravi condizioni
economiche, verrà chiuso.
L'associazione degli ex Ciudin (nome che ricorda le scarpe chiodate dei
ragazzi dell'ospizio) nasce invece nel 1949 e, ancora oggi, porta avanti
quei principi che diedero impulso alla sua nascita. Cioè: conservare
e rinsaldare i vincoli d'affetto fra gli ex allievi dell'ospizio; promuovere
iniziative per raccogliere fondi da destinare ai minori bisognosi, con
borse di studio che vengono distribuite in occasione del Raduno annuale
dei Ciudin; intervenire presso abitazioni di ex allievi in condizioni
disagiate; trasmettere oggi ai minori in stato di bisogno quei valori
di “amicizia e solidarietà” che in passato legarono
fraternamente generazioni di Ciudin. Fin qui per la storia.
La
motivazione del Premio intitolato a Pierino Gallardi invece è questa:
“Conservano l'orgoglio delle proprie origini e delle difficoltà
che hanno dovuto superare per sbocciare alla vita e proseguono, secondo
i principi della benemerita Istituzione che ha «allevato»
ciascuno di loro, a offrire, con molta discrezione, aiuto concreto e assistenza
a quanti dei Ciudin, ora non più ragazzi e ragazze, sono stati
meno fortunati nel prosieguo della vita dopo il collegio.
Stimolano e aiutano concretamente, attraverso la istituzione di borse
di studio, i «nuovi» Ciudin, cioè i ragazzi di famiglie
in difficoltà che mostrano desiderio e volontà di impegnarsi
negli studi”.
Inizio...
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