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I PREMI DELLA BONTA' 2001

La Sesia e "Il Premio della Bontà"
I vincitori dell'edizione 2001

I Premi della Bontà furono istituiti dal giornale La Sesia - da 131 anni organo bisettimanale di informazione della città di Vercelli e della sua provincia - subito dopo la guerra, nel 1946: quella che sarà celebrata domenica 8 dicembre 2002, alle ore 15, al Teatro Civico di Vercelli, sarà dunque la 56ª edizione della manifestazione. Dalla prima edizione, che vedeva un solo Premio intitolato a Piero Gallardi, già direttore emerito del giornale La Sesia, si è giunti oggi a ventidue Premi: tutti sono intitolati a persone, ora scomparse, che in vita hanno onorato Vercelli e la sua provincia.

Ogni Premio è costituito da un Diploma in pergamena, sul quale è riportato il nome del premiato: il Diploma è firmato dal Prefetto di Vercelli. Ogni Premio è accompagnato da una dotazione finanziaria - sottoscritta dagli Enti o Famiglie che sostengono la manifestazione – è attualmente di 2 milioni di lire. Nell’edizione 2001 sono stati così distribuiti 44 milioni di lire. Nelle ultime dodici edizioni la cifra distribuita è stata di 422 milioni.

Il pubblico in sala, in piedi per l'inno nazionaleTuttavia l’aspetto finanziario, che La Sesia ha sempre mantenuto entro limiti volutamente modesti, è quello meno importante: il significato morale attribuito ai Premi è infatti di gran lunga prevalente e sta tutto nell’intenzione di proporre, almeno una volta all’anno, al largo pubblico, esempi di persone o istituzioni che operano a favore del prossimo, con abnegazione, disinteresse, spesso con eroismo e, in ogni modo, con altissimo senso civico. Esempi di attività e opere che normalmente si svolgono, per loro stessa natura, al di fuori dei clamori della cronaca: perché chi fa del bene è interessato «a fare del bene» e non «a farlo sapere».

Ora, poiché i riflettori dei media sono normalmente puntati sugli aspetti meno edificanti della nostra vita associativa, ecco che ricordare e ricordarci che fra noi vi sono persone (molte più di quanto non si creda) capaci di donarsi disinteressatamente può essere utile a riconciliarci con noi stessi. La procedura di assegnazione dei Premi della Bontà è estremamente semplice: ogni lettore de La Sesia, ogni cittadino di Vercelli e della sua provincia, come peraltro le Istituzioni, possono proporre le candidature di terze persone, illustrando i motivi della loro proposta.

La commissioneLa proposta, adeguatamente vagliata dalla redazione de La Sesia, viene portata all’esame di una Commissione (definita dalla popolazione «Tribunale della Bontà») presieduta dal Prefetto pro-tempore di Vercelli e composta dal Sindaco di Vercelli, dall’Arcivescovo di Vercelli, da rappresentanti degli Enti e Famiglie che sostengono i Premi, oltre che da rappresentanti de La Sesia. La Commissione, normalmente nell’ambito di due giornate di lavoro, attribuisce i Premi fra le segnalazioni pervenute. Dopodiché La Sesia ne dà informazione alla Città immediatamente prima che si svolga la cerimonia di premiazione, al Teatro Civico. La cerimonia - i Premi sono consegnati dalle massime autorità cittadine e provinciali oltre che dai rappresentanti di Enti e Famiglie - è seguita da numerosi cittadini e da giornali e tv regionali e nazionali.

Questi i nomi dei premiati nell'edizione
dei Premi della Bontà 2001:

55° Premio di Bontà PIERO GALLARDI - 2 milioni -
Mons. Enrico Masseroni, Arcivescovo di Vercelli - Vercelli

Una testimonianza laica, un riconoscimento della società civile a un uomo di Chiesa di grande fascino e di grande bontà, di molta umanità e di molto candore. Il riconoscimento più antico e prestigioso, che segnò 55 anni fa l'inizio della lunga e bella storia dei Premi di Bontà della Sesia, va a Padre Enrico, che sa raccontare cose profonde con il sapore innocente delle fiabe, senza le quali il mondo non potrà sopravvivere.

33° Premio di Bontà DOTT. GIULIO SAMBONET - 2 milioni -
Comandante Giovanni Camedda, Solanas di Cabras - Oristano

Autentica leggenda vivente del mare, prima come comandante dei rimorchiatori di Porto Torres, poi come pilota del Porto di Oristano, ha effettuato decine di salvataggi in condizioni estreme, a rischio della propria vita, recuperando naviglio, salvando le coste dalla minaccia dell'inquinamento da petrolio, restituendo alle famiglie centinaia di vite di marinai che altrimenti sarebbero andate perdute. Giovanni Camedda oggi ha 62 anni, vive a Solanas, è tuttora Pilota del Porto di Oristano. Benché abbia affrontato, nella sua lunga carriera in ogni angolo del Mediterraneo, mare forza 9 e forza 10, con venti da 130 a 150 chilometri all'ora e onde gigantesche, non ha mai imparato a nuotare. Rivendicando le sue origini contadine e sottolineando nel contempo che dal mare non saprebbe stare lontano, con una battuta dice di avere sempre portato con sé, in una tasca il Rosario e nell'altra una P 38: con ciò volendo sottolineare che la protezione dell'Onnipotente e la fortuna sono indispensabili, ma che quando è il momento di agire bisogna saper prendere anche le decisioni più estreme. Cavaliere (Presidente Leone), Ufficiale (Presidente Leone) e Commendatore (Presidente Pertini) della Repubblica, per i suoi meriti ha ricevuto le più alte onorificenze della Marina Mercantile (Premio «Avanti Tutta») e della Marina Militare («Medaglia d'Argento al Valore di Marina», conferita due volte dal Ministero della Difesa), è «Medaglia d'Argento al Merito Civile» (conferita dal Ministero degli Interni), è stato insignito del «Premio Guido Guida» dall'Istituto Internazionale delle Comunicazioni, è «Commendatore del Regno di Spagna» (titolo conferitogli da Juan Carlos I, Re di Spagna per l'operazione di salvataggio di una nave e marinai spagnoli), «Medaglia d'Oro al Valor Civile» (conferitagli dalle Giunte provinciali di Oristano e di Sassari), «Socio benemerito» dell'Associazione Marinai d'Italia, della Croce Rossa Italiana, «Premio Dioscuri» della Lega Navale Italiana, «Commendatore dell'Ordine al Merito di Savoia», «Croce di Ufficiale al Merito» del Sovrano Ordine Militare di Malta, oltre che «Medaglia al Merito» del Comune di Cabras, Cittadino Onorario dei Comuni sardi di Nurachi, Arborea, Buggerru, Medaglia di Bronzo al Valor Civile e Medaglia di Bronzo di Benemerenza Marinara (Ministero della Difesa).

28° Premio di Bontà FRANCESCO MALINVERNI - 2 milioni -
Ospedale da Campo – Associazione Nazionale Alpini - Milano

L'Ospedale da Campo dell'A.N.A. è il più grande nosocomio mobile civile esistente in Italia, in grado di assistere, mediamente, oltre 150 pazienti di gravità diversa al giorno. Posto dall'A.N.A. a disposizione della Protezione Civile Italiana, è destinato a essere di volta in volta dislocato nei luoghi colpiti da calamità. Il personale, rigorosamente volontario, è interamente composto da soci dell'Associazione Nazionale Alpini. Ha operato (alluvione 2000) per diversi mesi a Macugnaga, una sua sala chirurgica è stata utilizzata gratuitamente, in provincia di Vercelli, dall'Ospedale di Gattinara. L'attuale Ospedale da Campo, che è stato inviato anche in Albania e durante il Giubileo è stato presente a Roma, sostituisce quello donato alla popolazione armena 13 anni or sono, in occasione del grande terremoto del 1988. Migliaia sono state le vite salvate, i pazienti visitati e curati, i bambini nati in questa realtà, forse poco conosciuta, fortemente voluta e realizzata da quella grande famiglia, gli Alpini, che quotidianamente si adopera, in silenzio, per aiutare chi ha bisogno, chi soffre, chi è emarginato.

25° Premio di Bontà ERMANNO E RITA RESTANO - 2 milioni -
Gian Maria Piras – Crescentino (VC)

Ha 22 anni, da quando ne aveva 3 è orfano di padre. Ha dovuto crescere in fretta per provvedere alle necessità economiche della famiglia e accudire la madre, gravemente ammalata, che ha assistito fino all'ultimo, privandosi della libertà e delle gioie della sua età giovanile.

19° Premio di Bontà AVV. GINO ROSSO - 2 milioni -
Suor Carmelangela Carlino – Cigliano (VC)

Da 50 anni Missionaria (Suore della Consolata, Torino) in Kenia, vi opera in condizioni di indescrivibile difficoltà a favore di minori, vecchi e poveri.

17° Premio di Bontà DOTT. SIRO NAI - 2 milioni -
Giovanni e Francesca Donato – Santhià (VC)

Da anni si dedicano al volontariato con assiduità, discrezione e grande generosità verso chiunque abbia necessità di aiuto: bambini, anziani, famiglie bisognose.

16° Premio di Bontà GIORGIO e IOLE GUYOT - 2 milioni -
Bruno Saba – Ivrea (TO)

Mercoledì 24 ottobre 2001, durante il tragico rogo che è costato la vita a 11 persone nel tunnel svizzero del San Gottardo, si è adoperato per lanciare l'allarme ed è riuscito a fermare numerose automobili e 5 TIR che stavano sopraggiungendo sul luogo dell'incidente e dell'incendio, aiutando nelle difficile operazioni di retromarcia, in definitiva salvando decine di vite umane.

12° Premio di Bontà ING. GIANCARLO ROSSO - 2 milioni -
Gianni Berrone - Vercelli

Gianni è un “ragazzo” down di 47 anni e può davvero incarnare la bontà, nel senso che ne stimola il sentimento in tutti coloro - giovani, famiglie, gente comune - che lo avvicinano.

11° Premio di Bontà GIULIO RESTANO. - 2 milioni -
Giuseppina e Franco Sapino - Vercelli

Con il marito, di professione tassista e bravo fisarmonicista, profonde il proprio impegno caritativo a favore di bambini e anziani, riuscendo anche a portare una nota di allegria nella grigia vita di chi soffre.

11° Premio di Bontà PIERINA RESTANO AVALLI - 2 milioni -
Giuseppe Dell'Olmo – Villata (VC)

Dal novembre 1971 è volontario per la raccolta di ferro, carta e stracci presso la Comunità Aravecchia. La sua vita cambia dopo il 1 marzo 1985, quando nasce il nipote Matteo Sereno, affetto da tetraparesi. Giuseppe dedica interamente il proprio tempo libero al nipote, disabile al 100%. Lo trasporta ovunque, alle manifestazioni sportive, in luoghi turistici e culturali, lo segue durante il pranzo e la cena, lo porta con sé in vacanza.

11° Premio di Bontà ERMINIA RESTANO e LEOPOLDO CANDELI - 2 milioni -
Emma Taddei - Torino

Ha 64 anni, è sordomuta dalla nascita, ma è riuscita a trasformare il limbo che circonda le persone meno fortunate come lei, in un luminoso percorso di solidarietà e dedizione, attraverso l'abnegazione filiale (ha assistito per decenni i due anziani genitori totalmente non autosufficienti) e la costante attenzione alle sofferenze altrui.

9° Premio di Bontà DONATA DELPIANO - 2 milioni -
Enrico Ruggerone – Novara (alla memoria)

Ancora in vita aveva espresso la volontà che i suoi organi, «post mortem», potessero restituire una speranza a chi era in attesa di trapianto. Deceduto nel maggio scorso per un'ischemia cerebrale, la famiglia ha rispettato le sue volontà, così consentendo a numerose persone sofferenti di guardare al futuro come a una nuova vita.

8° Premio di Bontà FERDINANDA ROSETTA ALDONE - 2 milioni -
Nadia e Graziella Penini – Trino (VC)

Hanno fatto venire in Italia, ospitano, curano una bambina rumena, Diana, 3 anni, ammalata di leucemia e la sua mamma. Per Diana hanno lanciato una sottoscrizione, tuttora in corso, che ha mobilitato parecchi centri del Vercellese. Grazie alla loro determinazione tutti gli intoppi burocratici sono stati superati, madre e figlia ora sono residenti a Trino e hanno un piccolo alloggio loro conferito dal Comune. Le cure cui Diana viene sottoposta fra Ospedali Sant'Andrea di Vercelli e Regina Margherita di Torino, sembrano dare buoni frutti e le prospettive di vita della piccola rumena, che in patria erano pari a zero, ora sono nettamente migliorate.

6° Premio di Bontà GEOM. NICOLO’ CAMBRIA - 2 milioni -
Ersilia Bergaglio – San Germano (VC)

Ha 70 anni e da lungo tempo accudisce, assiste e cura una donna sola, Sebastiana Amato, più giovane di lei, ma che è divenuta progressivamente pressoché cieca.

5° Premio di Bontà FRANCESCO (CECIU) GREPPI - 2 milioni -
Paolo Ferrero – Lu Monferrato (AL)

Nato a Vercelli, 33 anni, volontario Caritas di Alessandria, svolge attività in Italia con il progetto «Sostegni a distanza» a favore dei bambini ritardati bosniaci e compie viaggi a Sarajevo, dove reca aiuti all'Istituto «Mjedenica», organizzazione che, per i piccoli colpiti da epilessia, lesioni cerebrali, disfunzioni cardiache e menomazioni traumatiche agli arti, si propone come unica forma di recupero fra la scuola normale e l'internamento in manicomio.

4° Premio di Bontà GENERALE CESARE SCHEDA - 2 milioni -
Brigadiere Roberto Rossi e Appuntato Marco Nocco
Nucleo Operativo Radiomobile - Compagnia Carabinieri - Biella

Il 27 settembre 2001, all'1,50 del mattino, sono stati inviati nei pressi dell'Ipermercato «Bennet» di Vigliano Biellese, dove un giovane si era chiuso nella propria auto e aveva appiccato il fuoco con l'intenzione di suicidarsi. I due Carabinieri riuscivano in un primo momento a estrarre l'aspirante suicida dall'auto in fiamme ma il ragazzo, riavutosi, si precipitava una seconda volta dentro l'automezzo. Il Brigadiere Rossi e l'Appuntato Nocco, a rischio della loro incolumità poiché vi era la possibilità che il serbatoio dell'auto esplodesse da un momento all'altro, per la seconda volta riuscivano ad afferrare il giovane, salvandogli la vita e consegnandolo poi all'ambulanza del 118.

4° Premio di Bontà PADRE DARIO e MADRE EUSEBIA - 2 milioni -
Luciano (Pasqualino) Pozzato – Asigliano (VC)

“Pasqualino”, così come l'intero paese lo chiama, ha 76 anni e da quasi 50 assiste la moglie, gravemente ammalata, rifiutandone l'istituzionalizzazione, provvedendo personalmente a ogni incombenza, senza rinunciare al proprio duro lavoro di contadino.

4° Premio di Bontà FRANCESCO (CECCO) LEALE - 2 milioni -
Guido Vannelli - Vercelli

Titolare di un'affermata attività di ristorazione a conduzione familiare, Guido Vannelli, all'aggravarsi delle condizioni di salute della moglie, affetta da una grave forma di diabete, ha lasciato il ristorante e da anni si dedica interamente alla donna, totalmente inabilitata all'uso degli arti e soggetta a dialisi peritoneale 5 volte al giorno. Il signor Guido, oggi 63 anni, accudisce e cura personalmente la moglie dedicandole interamente la propria esistenza.

4° Premio di Bontà PIERA VACCINO nata VEGLIA - 2 milioni -
Ermanno Dellora – Tronzano – VC (alla memoria)

Splendido personaggio, notissimo in paese, dotato di grande sensibilità e raffinata cultura, poeta, ex dipendente comunale, fondò negli anni '70 il Circolo culturale Aldebaran, embrione dell'attuale Biblioteca Civica di Tronzano, che iniziò a gestire come volontario dal 1994, anno dell'inaugurazione. Oltre il 40% degli 8 mila volumi sono stati da lui donati. Riferimento culturale per l'intero paese, in gran segreto aiutava economicamente numerose persone indigenti.

4° Premio di Bontà GIUSEPPE FASCIOLA - 2 milioni -
Volontari di Casa Famiglia - Vercelli

La Casa Famiglia San Lorenzo, di via Cagna 2 a Vercelli, si avvale dell'aiuto gratuito, solidale, prezioso e insostituibile di volontari appartenenti a tutte le fasce sociali. Medici, psicologi, laureati, impiegati, operai, casalinghe, pensionati, residenti a Vercelli o fuori città, dedicano il loro tempo sottratto alle famiglie e agli impegni professionali per essere vicini a quei ragazzi che, a un certo punto della loro vita, hanno detto basta con la droga.

3° Premio di Bontà MARIAGRAZIA SARASSO - 2 milioni -
Don Nicola Rulla - Vercelli

Primo di tre fratelli tutti sacerdoti, dal 1937 è sempre rimasto al SS Salvatore, divenendone parroco e sviluppando un'innumerevole serie di iniziative. Dai corsi di dattilografia, stenografia, taglio e cucito, con le suore di Mortara, nell'immediato dopoguerra, all'ampliamento dell'Oratorio dove avviò la costruzione del cinema teatro Barbieri, alla realizzazione delle case alpine in Valsesia e in Valle d'Aosta, don Nicola è stato un sicuro riferimento per i giovani di Vercelli.

2° Premio di Bontà ELENA REALE - 2 milioni -
Adriana Praglia in Sicheri - Vercelli

“Ma io non ho fatto nulla di eccezionale. E' mio marito. Se si fosse trattato di un'altra persona, allora forse potremmo parlare di qualcosa grande. Io ho seguito soltanto ciò che mi suggeriva il cuore”: Adriana Praglia non vuol credere che il suo gesto di donare un rene al marito, cosa che gli ha salvato la vita, sia degno di un Premio della Bontà. Tuttavia è invece da sottolineare la capacità e la forza che questa donna ha avuto di sapersi privare di una parte del proprio corpo in vita, con la certezza di acconsentire scientemente a una menomazione e la prospettiva di affrontare il prosieguo dei propri giorni con qualche rischio aggiuntivo, che con un po' più di egoismo, ma anche soltanto con un istintivo senso di autoconservazione, si sarebbe potuto evitare. E' un atto di cristallino coraggio, di purissimo amore e di sublime ragionata incoscienza quello di cui Adriana ha dato prova ed esempio.


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