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A
Cuba, "Il comandante del plotone suicida del Che" è
stato adattato per radio e tv
"Tutto è nato da una fotografia..."
Larry Morales racconta l'origine del libro edito da La Sesia
"Tutto
è nato da una fotografia che ho visto appesa nel negozio di un
barbiere". Così, proprio come in un romanzo, è nato
l'interesse dello scrittore cubano Larry Morales per il "suo"
Vaquerito.
"Ho chiesto chi fosse quel giovane - prosegue Morales - e il barbiere
mi ha spiegato che si trattava di un eroe, un mito della Rivoluzione
cubana". Incuriosito e forte del suo titolo di "investigatore
storico" lo scrittore per tre anni ha raccolto tutto il materiale
che ha potuto trovare sul capitano Roberto Rodriguez, detto per l'appunto
El Vaquerito (perché sembrava un mandriano messicano) e ha addirittura
ripercorso la stessa strada fatta dal suo eroe. Ha ascoltato i più
svariati testimoni, uno a uno con un'unica eccezione: i membri del plotone
suicida capeggiato dal Vaquerito, intervistati in gruppo per cercare
di precisare qualche dato che, per il passare degli anni, risultava
ancora un po' oscuro.
"E' stato emozionante vederli incontrarsi dopo tanti anni - spiega
Morales - Si erano persi di vista e per loro è stata un'occasione
importante, una sorta di rimpatriata. Nonostante il ruolo avuto nella
Rivoluzione, nessuno di loro ha mai ricoperto incarichi di responsabilità".
Larry Morales è orgoglioso del suo libro "Il comandante
del plotone suicida del Che", un best seller a Cuba e ora approdato
in Europa grazie all'edizione de La Sesia. In patria il libro è
stato adattato per la Radio e per la Televisione nazionale, con il progetto
di diventare un serial. In Italia, è stato presentato a Vercelli,
Torino, Piacenza, Milano, Lecco, Bergamo.
Piccolo di statura, giovaned'età, si dice che il Vaquerito fosse
uno dei pochi a cui era permesso scherzare con Ernesto Che Guevara,
uomo di grande riservatezza. "In quei giorni - si legge nei ricordi
del Che - si aggregò anche uno dei più simpatici e cari
personaggi della nostra guerra rivoluzionaria". E ancora: "Di
lui ricordiamo tutti la sua straordinaria allegria, la sua giovialità
ininterrotta e il modo strano e romanzesco di affrontare la vita".
Certo è che il Che, dando la notizia della morte dell'amico,
disse: "Mi hanno ucciso cento uomini". Ma il capitano Rodriguez
era anche un amabile conversatore, che chiacchierava piacevolmente con
Fidel Castro per ore. Nonostante la sua fama, il Vaquerito è
stato un eroe di cui si è parlato poco e su cui nessuno ha mai
scritto. Molto probabilmente perché nonostante il suo valoroso
coraggio, perse la vita proprio l'ultimo giorno della guerra, il giorno
prima della presa di Santa Clara.
La
Sesia, 21 settembre 2001
Da
Dialoghi la presentazione del Vaquerito
Un eroe sconosciuto della storia di Cuba
Capelli
neri con qualche filo argentato, folto barbone, carnagione olivastra,
lingua sciolta: Larry Morales, l'autore del volume "Il comandante
del plotone suicida del Che" (edito da La Sesia) è proprio
come ci si immagina un cubano. E'arrivato in città, prima per
una visita in redazione e poi per presentare il suo volume nei locali
della libreria Dialoghi. Ad accompagnarlo, il suo amico Enrico Gastaldi
autore anche della nota introduttiva del volume.
Così, alla presenza di un folto pubblico (assiepato in libreria
e anche fuori, sul marciapiede), Morales ha raccontato ilsuo libro,
un vero best seller a Cuba, ma in Europa è approdato grazie alla
Sesia, con sessantamila copie vendute e pronto per la terza edizione.
"El Vaquerito (il protagonista del volume) è un personaggio
mitico per il popolo cubano, imperniato di molte di quelle caratteristiche
che hanno reso leggendari il Che e Fidel" ha esordito Morales.
E in effetti El Vaquerito, piccolo di statura ma di immenso valore,
è stato l'uomo chiave della Rivoluzione, l'unico a cui Ernesto
Che Guevara dava una certa confidenza. "Mi hanno chiesto perché
ho preferito scrivere un libro storico e non un romanzo - ha concluso
Morales - La ragione è semplice: El Vaquerito è già
un personaggio romanzesco di per sé, e un romanzo ne avrebbe
svilito la figura".
"Un gesto coraggioso, quello della Sesia: casa editrice locale
che ha scelto di pubblicare un testo che non parla di storia locale".
Con queste parole l'assessore Mentigazzi ha iniziato il suo intervento.
"Questo volume - ha detto ancora - può essere un valido
strumento per capire la Rivoluzione cubana e i suoi personaggi, anche
se sullo sfondo rimane la figura del Che. Insomma, un aiuto per uscire
dal mito ed entrare nella storia".
La
Sesia, 18 settembre 2001
Com'è
nata l'idea di pubblicare l'opera di Larry Morales
Dal sole di Cuba una perla della letteratura sudamericana
Dopo "Companìa Zappatori", ultimo romanzo di Carlo
Brizzolara (che con Rodari è considerato uno dei più grandi
scrittore italiani per ragazzi) La Sesia ha deciso di pubblicare un
altro libro. Insolito, perché viene da molto lontano, ma di indubbio
valore storico, perché è stato scritto dal più
grande scrittore cubano, Larry Morales.
E l'idea non poteva che nascere sotto il sole cocente di Cuba, dove
due italiani hanno conosciuto l'autore di questo libro. Promettendogli
- per pura amicizia - di diffonderlo nel mercato italiano.
I
primi tentativi (contattare grandi case editrici che difficilmente amano
il rischio) sono andati a vuoto. Il secondo, editarlo a Vercelli, è
andato in porto.
Quella che segue è la presentazione di Enrico Gastaldi.
Spiega come è nata l'idea, senz'altro coraggiosa, di regalare,
a chi in Italia ama la
lotta per la libertà ed il coraggio, una "perla" della
letteratura sudamericana.
Anch'io
come Wim Wenders (Buena Vista Social Club) ed Hemingway, sono stato
contaminato dal fascino irresisitibile dei miti, delle tradizioni culturali,
dell'atmosfera
di Cuba. E' stato in giugno del '96, durante un viaggio a Cuba accompagnato
dall'amico
Eugenio Ciocca, un italiano che ha vissuto molto su ques'isola, che
ho conosciuto
l'autore del libro.
Dopo aver girato in lungo e in largo per arcipelaghi selvaggi e isole
nella corrente, lontani dalle rotte turistiche, Eugenio mi dice che
deve assolutamente procurare una "risma di fogli bianchi"
promessi al suo amico scrittore che abita nelle vicinanze.
Procuriamo la carta e mi viene presentato Larry Morales. I racconti,
il rum e i sigari
fanno il resto e io rientro in Italia con questo libro nella valigia.
La
Sesia, 11 settembre 2001