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PRO VERCELLI - GINNASTICA

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GINNASTICA - I BRONTOLII DI MARINO FROVA
di Sergio Robutti

Quando si fa il nome della Pro Vercelli, per la moltitudine di sportivi, il pensiero corre subito al calcio e alle memorabili imprese della sua squadra, dimenticando, tra le tante, la tradizione non meno gloriosa nel campo della ginnastica. La società infatti fu fondata nel 1894 per iniziativa di pochi volenterosi sotto la guida e la direzione di Domenico Luppi, insegnante di Modena trapiantato a Vercelli, coltivando esclusivamente proprio la ginnastica. Ma la svolta fondamentale nella storia della Pro si ebbe tre anni dopo, quando la Presidenza fu assunta da Luigi Bozino e la direzione tecnica della squadra dei ginnasti affidata a Marino Frova.

La squadra di ginnastica della Pro Vercelli che si aggiudicò il primo posto assoluto al Concorso Ginnico Internazionale di Firenze nel 1905.

Il Presidente della Pro Vercelli Luigi Bozino.

Questi non fu soltanto istruttore, capo squadra brillante, energico, magnifico, ma fu ai suoi tempi uno dei migliori ginnasti d'Italia, vincitore di molti concorsi, dominatore quasi assoluto della salita della fune. Il suo esempio, la sua fede quasi religiosa, la sua tenacia e la sua energia, si rifletterono sugli allievi che non erano da meno del maestro e la squadra della Pro Vercelli, già agli inizi del secolo, a cavallo tra la grande guerra, passò di vittoria in vittoria, fino al magico successo al concorso ginnastico internazionale di Firenze nel 1924.
Fu attorno a umili protagonisti di questo sport, da Natale Buzzani a Paolo Rosetta, a Filippo Ferraro, da Attilio Briganti a Giovanni Cabano, Giovanni Dazza, Giuseppe Gallarate, Andrea Novaglio, che la Pro Vercelli riuscì a costituire il nucleo attorno al quale crebbero le schiere dei ginnasti che resero ricco di vittorie il suo labaro. Anche se il grande pubblico, in quei tempi nei quali la cavalcata della bianche casacche sui campi di calcio finiva per oscurare ogni altra affermazione sportiva, poco o nulla si accorgeva della ginnastica. Sì, dopo un importante successo, i protagonisti venivano acclamati, ma per essere subito dopo abbandonati nell'oblio.


Il maestro Giuseppe Cavanna, pioniere del movimento sportivo vercellese.

Domenico Luppi, insegnante di ginnastica e fondatore della sezione ginnica della Pro Vercelli.

Marino Frova ebbe il merito di non scoraggiarsi mai di fronte alla scarsa attenzione di cui godeva in città il suo sport: pur brontolando (ma chi sono questi nuovi venuti che fanno il foot-ball, cosa vogliono, dove intendono arrivare?) proseguì per decenni a tormentarsi nella sua palestra, a spiegare ai propri allievi quanto sacrificio occorre per imporsi.
'Finché questo superbo atleta del passato e del presente avrà un minimo di energia la sezione ginnastica avrà sprazzi e luci. Dopo? Dopo, non so'. Così scrisse a metà degli anni '30 Marcello Bertinetti, lui che con la sua passione per il calcio aveva contribuito a spogliare in parte il patrimonio ginnico della Pro, sottraendo giovani e promettenti atleti ad una disciplina povera di riconoscenza e di risonanza per dedicarsi ad un'altra emergente che avrebbe assicurato gloria e anche denari. In effetti fu facile profeta. Pur senza mai abbandonare la strada tracciata da Marino Frova, la ginnastica vercellese non avrebbe in seguito più conosciuto, all'abbandono del pioniere, quei magici fasti che ne caratterizzarono il periodo dell'insegnamento e della militanza attiva. Anche se la storia ci dice che, nei periodi successivi fino ai giorni nostri, non mancarono le affermazioni, che la scuola creata agli albori del secolo sarebbe stata alimentata da nuove e robuste passioni.

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